EZVIZ EP4: Recensione dello Spioncino Digitale 4K con Riconoscimento Facciale

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Vuoi sapere se l’EZVIZ EP4 vale quello che chiede, prima di metterlo sulla tua porta d’ingresso.

L’EZVIZ EP4 è il miglior spioncino digitale in commercio oggi: è l’unico che riprende in 4K reale, monta il display touch più grande della categoria con i suoi 5,5 pollici, e il riconoscimento facciale ti avvisa soltanto quando davanti alla porta c’è una persona che non conosce.

Sotto quella scheda tecnica ci sono però cinque dettagli che nessun’altra recensione italiana riporta, e tre di questi cambiano la decisione d’acquisto: il 4K esce a 15 fotogrammi al secondo, il dispositivo si collega solo al WiFi a 2,4 GHz anche dove la scheda Amazon dice il contrario, e il pannello interno non ha il microfono, quindi a chi suona rispondi dal telefono.

Nessuno di questi tre lo rende un cattivo prodotto. Sapere che ci sono cambia però cosa ti aspetti il giorno che lo accendi, e questo per te vale più di qualsiasi elenco di funzioni.

Abbiamo controllato ogni dato sulla scheda tecnica ufficiale EZVIZ e sul manuale utente italiano, poi lo abbiamo confrontato con le due sole recensioni indipendenti che esistono in italiano.

In questa recensione trovi:

  • Il verdetto con la scheda tecnica completa e verificata
  • Cosa fa il riconoscimento facciale e quanto riduce davvero le notifiche
  • Quanto dura la batteria da 7.100 mAh nell’uso reale di un condominio
  • Come si monta su una porta blindata e quali misure servono prima di ordinare
  • I sei limiti da conoscere prima di pagare
  • Cosa puoi riprendere legalmente su un pianerottolo condiviso

Vediamo punto per punto.

Il verdetto in breve

L’EP4 è il modello da comprare se vuoi risolvere la questione una volta sola e non ripensarci per anni.

Il salto rispetto a tutto il resto del mercato sta in due punti: la risoluzione 4K, che ti fa riconoscere una faccia su un fermo immagine notturno, e il riconoscimento facciale, che smette di suonarti il telefono per la vicina che passa in corridoio.

Il voto di Porte-Blindate.info 4,8 / 5 Il miglior spioncino digitale in commercio
  • Qualità dell’immagine5,0
  • Funzioni e intelligenza artificiale5,0
  • Autonomia4,5
  • Installazione e uso quotidiano4,5
  • Quanto dà rispetto a quanto chiede5,0

Il voto è nostro e resta un giudizio redazionale, calcolato come media dei cinque criteri qui sopra. È misurato sulla scheda tecnica ufficiale EZVIZ e sulle prove pubblicate da testate indipendenti, non su una prova diretta di questo esemplare.

VoceDato ufficiale
ModelloCS-EP4, disponibile in oro e argento
SensoreCMOS 1/2,8″ progressive scan
Obiettivo2,0 mm con apertura F1.6
Risoluzione4K, 3840 × 2160 pixel
Fotogrammi15 al secondo
Campo visivo155° orizzontale, 160° in diagonale
Correzioni immagineWDR sul controluce, LDC sulla distorsione
Visione notturnainfrarossi con filtro ICR, fino a 5 metri
Displaytouch a colori da 5,5 pollici
Sensore di movimentoPIR a 110°, fino a 6 metri, sensibilità regolabile
Funzioni AIriconoscimento facciale e rilevamento della forma umana
Audiomicrofono e altoparlante sulla telecamera esterna, altoparlante sul pannello interno
WiFi802.11 b/g/n, solo 2,4 GHz, fino a 150 Mbps
ArchiviazionemicroSD fino a 512 GB, classe 10 consigliata, cloud opzionale
Batterialitio ricaricabile da 7.100 mAh, consumo massimo 5 W
Dimensionipannello 103 × 142,4 × 28,4 mm, telecamera 71,7 × 71,7 × 52,7 mm
Peso775,5 g con imballo
ProtezioneIP54
Temperature d’esercizioda -10 °C a 45 °C
Compatibilità portaspessore 35-105 mm, foro 14-50 mm
Assistenti vocaliAmazon Alexa e Assistente Google
Garanzia2 anni

Fonte dei dati: scheda tecnica e manuale utente ufficiali EZVIZ, linkati in fondo alla pagina.

Cos’è l’EZVIZ EP4 e cosa cambia rispetto al resto della gamma

dimensioni dello spioncino EZVIZ EP4, pannello interno e telecamera esterna quotati in millimetri
Il pannello interno misura 142,4 per 103 mm con 28,4 mm di spessore: è il più grande della gamma

L’EP4 è il vertice della gamma EZVIZ, e ogni altro modello della casa è una versione ridotta di questo.

EZVIZ presidia la categoria degli spioncini elettronici con sette modelli in tre generazioni, e questo conta quando compri: significa ricambi reperibili, app aggiornata e assistenza in Italia, che un marchio da marketplace non ti dà.

Il dispositivo è composto da due pezzi collegati da un cavo piatto che attraversa il foro dello spioncino. Fuori resta la telecamera con obiettivo, campanello, microfono e altoparlante, dentro casa resta il pannello con lo schermo touch, la batteria e lo slot per la microSD.

ModelloRisoluzioneDisplayBatteriaPIRCampo visivo in diagonale
EP44K, 3840 × 21605,5″ touch7.100 mAhsì, 110° e 6 m160°
DP2 2K2K, 2560 × 19204,3″ touch4.600 mAhsì, 110° e 6 m166°
CP41080p4,3″ touch4.600 mAhsì, 110°166°
DP2C1080p, 2 MP4,3″4.600 mAhsì, 110° e 6 m155°
CP21080p4,3″2.200 mAhno146°

Tre differenze pesano più delle altre. L’EP4 è l’unico con la risoluzione 4K, l’unico con il riconoscimento dei volti, e l’unico con una batteria che supera i cinquemila milliampere.

Sul campo visivo la tabella inganna, e va letta con attenzione. In diagonale l’EP4 dichiara 160° contro i 166° di DP2 2K e CP4, quindi sembra il più stretto della gamma.

In orizzontale il rapporto si rovescia. L’EP4 copre 155°, il DP2 2K si ferma a 136°: la larghezza reale del pianerottolo, che è la misura che ti interessa, sull’EP4 è la più ampia di tutti. Su come si leggono questi due numeri torniamo fra poco.

La classifica completa dei modelli in commercio, EZVIZ e concorrenti, sta nella nostra guida ai migliori spioncini digitali, e il confronto riga per riga di tutta la gamma della casa sta negli spioncini digitali EZVIZ a confronto.

La qualità dell’immagine, dal 4K ai 15 fotogrammi al secondo

Il sensore da 4K produce quattro volte i pixel di un 2K, e il salto si vede in un momento preciso: quando ingrandisci un fermo immagine registrato di notte.

Sul video in diretta la differenza fra 2K e 4K la noti poco, perché lo schermo è piccolo e il pianerottolo è vicino. Diventa evidente quando devi ricostruire un episodio e cerchi un dettaglio dentro un’immagine registrata: un volto sotto il cappuccio, una scritta su una giacca, una targhetta.

L’apertura F1.6 è la seconda ragione per cui l’immagine regge al buio. Più l’apertura è larga, più luce entra a parità di condizioni, e su un pianerottolo con una lampadina scarsa quel dato conta quanto la risoluzione.

A questo si aggiungono due correzioni automatiche. Il WDR bilancia le zone chiare e quelle scure quando qualcuno si presenta con una finestra luminosa alle spalle, mentre l’LDC raddrizza la curvatura tipica del grandangolo, quella che fa sembrare il pianerottolo una bolla.

Qui arriva il dato che manca in tutte le altre recensioni italiane. Il 4K dell’EP4 viene registrato a 15 fotogrammi al secondo, e lo dichiara la scheda tecnica ufficiale.

Cosa significa in pratica. Su una persona ferma davanti alla porta l’immagine è perfetta, mentre su un movimento veloce, per esempio qualcuno che attraversa il campo di corsa, il video risulta meno fluido di quello di una telecamera a 25 o 30 fotogrammi.

Per uno spioncino è una scelta ragionevole, perché chi suona alla porta si ferma, e dimezzare i fotogrammi allunga la batteria e riduce lo spazio occupato sulla scheda.

È anche una scelta di gamma, non un limite di questo modello: la scheda tecnica del DP2C dichiara gli stessi 15 fotogrammi al secondo. Saperlo ti evita di pensare a un difetto quando vedi un movimento a scatti.

Perché il campo visivo dichiarato è doppio

Trovi scritto 155° in un posto e 160° in un altro, e sono corretti entrambi.

Il valore da 155° è il campo visivo orizzontale, cioè quanto vedi da sinistra a destra. Il valore da 160° è quello diagonale, misurato da un angolo all’altro dell’inquadratura.

Il numero che ti serve è il primo, perché il pianerottolo si sviluppa in larghezza.

Qui casca la quasi totalità dei confronti che trovi online. Il DP2 2K dichiara 166° in diagonale, un numero più alto di quello dell’EP4, e chi si ferma lì conclude che il modello inferiore vede di più.

La scheda tecnica ufficiale del DP2 2K scompone quel 166° in 136° orizzontali e 80° verticali. Messi sulla stessa unità di misura, l’EP4 con i suoi 155° orizzontali copre quasi venti gradi in più di larghezza reale.

La regola da portarti dietro è una sola: quando confronti due spioncini, verifica che i gradi siano misurati allo stesso modo, altrimenti stai paragonando cose diverse.

La visione notturna arriva a cinque metri

Gli infrarossi coprono fino a cinque metri, e il filtro ICR passa in automatico dalla modalità giorno a quella notte.

Su un pianerottolo condominiale cinque metri sono abbondanti, perché la distanza fra la tua porta e la parete di fronte raramente li supera.

Su un ingresso indipendente il discorso cambia. Chi ha un portoncino che dà su un vialetto o su un cortile vedrà bene solo la prima parte dello spazio, e oltre quella distanza l’immagine notturna si perde nel nero.

Il riconoscimento facciale, cosa fa davvero

area di rilevamento del sensore PIR dello spioncino EZVIZ EP4 davanti alla porta d’ingresso
Il sensore PIR copre 110 gradi fino a sei metri e riconosce la forma umana

È la funzione che separa l’EP4 da ogni altro spioncino digitale, e serve a un obiettivo solo: farti arrivare meno notifiche.

Il meccanismo lavora su due livelli sovrapposti. Il sensore PIR rileva il calore corporeo entro sei metri e in un angolo di 110°, poi l’intelligenza artificiale verifica che quella sagoma sia una persona, e infine il riconoscimento facciale controlla se quel volto lo conosce già.

Il risultato è una notifica che ti dice chi c’è, invece di dirti soltanto che c’è qualcuno. Le recensioni pubblicate riportano avvisi del tipo “mamma è alla porta”, e l’archivio dell’app separa le chiamate al campanello dai movimenti e dai volti familiari.

Il sistema impara con l’uso, quindi le prime settimane sono meno precise delle successive. La recensione di NextGenTech lo dichiara apertamente, e vale la pena saperlo per non giudicare il prodotto dopo due giorni.

La memoria dei volti è limitata, intorno alla decina secondo le prove pubblicate. Per una famiglia è sufficiente, e per chi ha un via vai continuo di persone diverse la funzione perde parte del senso.

Il riconoscimento lavora senza abbonamento. L’elaborazione avviene sul dispositivo e il servizio cloud EZVIZ resta una scelta tua, con le registrazioni che finiscono comunque sulla microSD dentro casa.

Quanto dura davvero la batteria da 7.100 mAh

La batteria è la più capiente della categoria, e l’autonomia che otterrai dipende quasi tutta da quante volte al giorno il sensore si sveglia.

EZVIZ dichiara fino a 120 giorni con il risparmio energetico attivo, e quel numero descrive una porta tranquilla, con il rilevamento a sensibilità bassa e poche registrazioni.

Le prove indipendenti raccontano una forbice più larga. Poderak riporta uno o due mesi reali con intelligenza artificiale e registrazioni attive, NextGenTech indica da uno a quattro mesi a seconda del traffico sul pianerottolo.

Il caso peggiore lo descrivono gli utenti in condominio molto frequentato, dove il PIR lasciato a sensibilità massima registra ogni passaggio e porta l’autonomia a pochi giorni.

La regola pratica è una sola: abbassa la sensibilità del rilevamento subito, prima ancora di iniziare a usarlo. Un sensore tarato sul tuo zerbino invece che su tutto il corridoio è la differenza fra ricaricare tre volte l’anno e ricaricare ogni settimana.

La ricarica si fa staccando il pannello interno dalla base, come se togliessi un tablet dal supporto. La telecamera esterna resta al suo posto e non devi smontare niente sul lato pianerottolo.

Attenzione a un dettaglio della confezione. Il manuale indica un alimentatore DC5V 2,5A venduto separatamente: nella scatola trovi il cavo, e l’alimentatore lo metti tu, oppure usi un caricabatterie portatile agganciandolo al pannello.

Come si installa l’EZVIZ EP4 su una porta blindata

spioncino EZVIZ EP4 nella finitura argento, pannello interno e corpo telecamera
I due pezzi che compongono lo spioncino: si collegano con un cavo piatto che attraversa il foro

Se la porta ha già il foro dello spioncino, il montaggio dura una decina di minuti, lo fai da solo e non tocchi la struttura della porta.

Questo è il punto che riguarda chi legge questo sito più di ogni altro. Uno spioncino digitale sostituisce l’ottica tradizionale nel foro già esistente, quindi non fora la lamiera, non intacca i rinforzi e non invalida la garanzia del portoncino blindato.

Il foro dello spioncino su una porta blindata attraversa l’anta da parte a parte ed è stato praticato in fabbrica proprio per quello. Come è fatta dentro un’anta blindata lo abbiamo raccontato in porte blindate: come sono fatte.

Le misure da prendere prima di ordinare

Due numeri decidono se lo puoi montare, e li misuri in due minuti con un metro.

Lo spessore dell’anta. L’EP4 copre da 35 a 105 mm, che è un intervallo generoso: un portoncino blindato sta di norma fra 70 e 100 mm, una porta d’ingresso in legno fra 40 e 60. Se hai una blindata con pannelli spessi su entrambi i lati, misura sul serio invece di stimare.

Il diametro del foro. Il dispositivo accetta fori da 14 a 50 mm, e i fori standard stanno fra 14 e 26. È un margine talmente ampio che il problema quasi non si pone.

Nella confezione ci sono sei viti di tre lunghezze diverse, una per fascia di spessore: 35-60 mm, 60-85 mm, 85-105 mm. Prendi la vite giusta prima di iniziare, perché cambiarla a montaggio fatto significa rismontare tutto.

Se la porta lo spioncino non ce l’ha, il foro va praticato, e su una blindata è un lavoro da tecnico, perché attraversa la lamiera strutturale. Il manuale indica un foro da almeno 14 mm a circa 145 cm da terra, che è l’altezza in cui l’inquadratura prende una persona in piedi senza tagliarle la testa.

Il montaggio passo per passo

Il passaggio critico è uno solo: far arrivare il cavo piatto dall’esterno all’interno senza piegarlo.

  1. Svita il vecchio spioncino tenendo ferma con una mano la parte interna, altrimenti gira a vuoto insieme all’altra
  2. Avvita le viti sul retro della telecamera senza stringerle, solo appoggiate in posizione
  3. Togli la carta protettiva dal retro del corpo telecamera
  4. Arrotola un foglio di carta a tubo e infilalo nel foro, poi fai passare viti e cavo: è il trucco che impedisce al cavo di incastrarsi a metà, ed è scritto nel manuale ufficiale
  5. Appoggia la telecamera alla porta e regolane la posizione, controllando che sia dritta
  6. Collega il connettore alla base di montaggio e chiudi con la copertura in dotazione
  7. Stringi le viti attraverso i fori della base, dopo aver tirato con delicatezza il cavo verso l’interno
  8. Infila i fili nel foro dati e inserisci la fibbia
  9. Aggancia il pannello alla base facendolo scorrere verso il basso fino allo scatto
  10. Togli tutte le pellicole protettive da obiettivo e schermo

Se l’immagine risulta storta, allenta la vite, ruota di poco il corpo esterno e stringi di nuovo. È il momento giusto per orientarlo verso il tuo zerbino invece che verso il centro del pianerottolo, per il motivo legale che vediamo fra poco.

La configurazione con l’app EZVIZ

Serve la rete WiFi di casa e cinque minuti.

Tieni premuto il pulsante Home per tre o cinque secondi per accendere il pannello, poi scegli l’italiano dal menu delle lingue che compare sul touchscreen.

Segui la procedura guidata per la rete. Il pannello mostra le reti disponibili e ti chiede la password: qui vedrai comparire solo quelle a 2,4 GHz, per la ragione che spieghiamo nel prossimo capitolo.

Scarica l’app EZVIZ e crea l’account, poi tocca il più in alto a destra e inquadra il codice QR che vedi sullo schermo del pannello. Se il codice non compare più, lo ritrovi in Impostazioni e poi Firmware.

Prima di usarla, la microSD va inizializzata dall’app. Finché lo stato risulta “non inizializzata” il dispositivo non registra niente, ed è l’errore che fa perdere i primi giorni di riprese a molte persone.

Le impostazioni da sistemare subito sono tre: la sensibilità del rilevamento, che va abbassata; il mascheramento delle aree di privacy, che trovi nelle impostazioni privacy; e la durata del blocco automatico dello schermo, che incide sulla batteria.

I sei limiti da conoscere prima di comprarlo

Nessuno di questi lo rende un cattivo prodotto, e tutti e sei cambiano cosa ti aspetti dal dispositivo.

Il WiFi funziona solo a 2,4 GHz. Il manuale è esplicito: il pannello non supporta la banda a 5 GHz.

Il titolo della scheda Amazon del modello oro dichiara “2.4/5 GHz”, e quel dato è sbagliato, quindi chi compra per avere la doppia banda resterà deluso. Nella pratica la banda a 2,4 GHz resta comunque la scelta corretta per un dispositivo dentro una porta metallica, perché attraversa gli ostacoli meglio della 5 GHz.

Il pannello interno non ha il microfono. Nell’elenco dei componenti del manuale il pannello ha altoparlante, touchscreen, LED, slot microSD e porta di alimentazione, e il microfono compare solo sulla telecamera esterna.

Senti chi parla dallo schermo, e per rispondere usi lo smartphone. NextGenTech lo conferma nella prova d’uso, ed è il limite pratico più rilevante di tutta la lista.

L’alimentatore si compra a parte. In confezione trovi il cavo, mentre l’adattatore DC5V 2,5A lo metti tu, oppure ricarichi il pannello con un caricabatterie portatile.

La protezione è IP54. Il dispositivo regge polvere e spruzzi d’acqua, quindi sta bene su un pianerottolo coperto. Su una porta esposta alla pioggia battente o al sole diretto la certificazione diventa stretta, e l’intervallo di temperatura da -10 a 45 °C conferma che il prodotto nasce per un ingresso riparato.

Il video esce a 15 fotogrammi al secondo, come abbiamo visto sopra. Ottimo su una persona ferma, meno fluido su un movimento rapido.

Il pannello è ingombrante. Con i suoi 103 × 142,4 mm occupa più superficie dei modelli con schermo da 4,3 pollici. Su un’anta con maniglia, cilindro o pannello decorato molto vicini al foro conviene misurare lo spazio libero prima di ordinare.

Un settimo punto riguarda l’ecosistema. Il dispositivo dialoga con Amazon Alexa e Assistente Google, e nel manuale non compare Apple HomeKit: se la tua casa gira intorno all’app Casa di Apple, lo spioncino resterà fuori.

Cosa puoi riprendere legalmente in condominio

Uno spioncino digitale è legale in condominio, e nella grande maggioranza dei casi non serve nessuna delibera dell’assemblea.

Il criterio che i giudici applicano è il principio dell’occhio umano: il dispositivo può inquadrare quello che vedresti tu appoggiando l’occhio a uno spioncino tradizionale. Fin lì stai sostituendo un occhio con uno schermo.

Diventa illecito quando inquadra un’area eccessiva, per esempio l’intero pianerottolo, le scale comuni o la porta del vicino. Lì stai sorvegliando spazi che appartengono ad altri.

I 155° dell’EP4 sono generosi, e vanno gestiti. Il dispositivo mette a disposizione il mascheramento delle aree di privacy nelle impostazioni dell’app, con quattro zone oscurabili secondo le prove pubblicate: usale sulla porta di fronte e sull’ascensore, che sono i due punti che creano attrito con i vicini.

Se il dispositivo registra, si applicano le regole sulla videosorveglianza. Le due che ti riguardano davvero sono queste: le immagini vanno cancellate entro sette giorni e il dispositivo non deve registrare ventiquattro ore su ventiquattro.

Uno spioncino che riprende in continuo diventa a tutti gli effetti un impianto di videosorveglianza, con obbligo di cartello informativo. Uno che si attiva al campanello o al passaggio resta uno spioncino, ed è il modo in cui l’EP4 funziona di serie.

Le regole complete le pubblica il Garante per la protezione dei dati personali, che è la fonte da leggere prima di qualsiasi forum.

In pratica bastano quattro accorgimenti. Orienta il campo verso la tua porta, attiva il mascheramento sulle zone che non ti competono, tieni la registrazione su evento invece che continua, e non conservare i video oltre la settimana.

Se il pianerottolo è stretto e condiviso, parlarne prima con i vicini costa cinque minuti e toglie di mezzo la quasi totalità dei problemi.

EP4 o un modello più economico della gamma

L’EP4 conviene a chi userà davvero le due funzioni che lo distinguono, e quelle funzioni sono il 4K e il riconoscimento dei volti.

Il 4K ti serve se lo spioncino deve valere come prova. Chi vuole poter ricostruire un episodio, riconoscere una faccia in penombra o mostrare un’immagine a chi di dovere, sul 2K si accontenta e sul 4K no.

Il riconoscimento facciale ti serve se abiti in un condominio trafficato. In una palazzina con passaggio continuo è la funzione che rende il dispositivo usabile, perché senza filtro le notifiche diventano rumore e finisci per disattivarle.

Il DP2 2K è la scelta giusta per tutti gli altri. Ti dà 2K, sensore PIR, display touch e microSD da 512 GB, e resta dentro la gamma più collaudata del mercato. Della generazione precedente avevamo scritto nella recensione del migliore spioncino digitale WiFi EZVIZ.

Se le app e le notifiche non ti interessano affatto, il ragionamento cambia del tutto: uno spioncino digitale Yale funziona senza rete e senza account, e chi cerca un marchio con assistenza in Italia trova un’alternativa nel Vi.Tel. E0551.

Conclusioni

L’EZVIZ EP4 è il miglior spioncino digitale che puoi comprare oggi, e il giudizio regge anche dopo aver messo in fila tutti i suoi limiti.

Il 4K con apertura F1.6 e il riconoscimento facciale sono due funzioni che nessun concorrente offre insieme, e la batteria da 7.100 mAh con la microSD da 512 GB ti tengono lontano dagli abbonamenti mensili. Su una porta blindata si monta nel foro esistente in dieci minuti, senza toccare la struttura dell’anta.

Le tre cose da mettere in conto prima di pagare sono il collegamento alla sola rete a 2,4 GHz, il fatto che si risponda dallo smartphone perché il pannello interno ha solo l’altoparlante, e l’alimentatore da comprare a parte. Sono dettagli che cambiano le aspettative, e nessuno di loro cambia il verdetto.

Qualsiasi modello tu scelga, misura lo spessore dell’anta prima di ordinare e orienta la telecamera verso il tuo ingresso: sono i due gesti che separano un acquisto riuscito da un dispositivo che torna nella scatola.

Domande frequenti

L’EZVIZ EP4 si può installare su una porta blindata?

Sì, ed è l’uso per cui nasce. Se il portoncino blindato ha già il foro dello spioncino, il montaggio dura dieci minuti e non invalida la garanzia della porta, perché il dispositivo sostituisce l’ottica esistente senza modifiche strutturali. Controlla soltanto che lo spessore dell’anta rientri fra 35 e 105 mm e che il foro stia fra 14 e 50 mm, valori che coprono la quasi totalità delle porte di sicurezza in commercio.

Quanto dura la batteria dell’EZVIZ EP4?

Da uno a quattro mesi, e la variabile che decide è quante volte al giorno il sensore di movimento si attiva. EZVIZ dichiara fino a 120 giorni con il risparmio energetico, le prove indipendenti riportano uno o due mesi con intelligenza artificiale e registrazioni attive. In un condominio molto frequentato, abbassare la sensibilità del PIR è l’unico intervento che riporta l’autonomia su valori accettabili.

L’EZVIZ EP4 funziona con il WiFi a 5 GHz?

No. Il manuale ufficiale dichiara che il pannello non supporta la banda a 5 GHz e va collegato alla rete a 2,4 GHz. Alcune schede di vendita riportano “2.4/5 GHz” nel titolo, e quel dato contraddice la documentazione del produttore. Nella pratica la banda a 2,4 GHz resta la più adatta a un dispositivo montato dentro una porta metallica, perché attraversa meglio gli ostacoli.

Si può parlare con chi suona dal display interno?

L’audio bidirezionale si gestisce dall’app sullo smartphone. Nell’elenco dei componenti del manuale il pannello interno ha l’altoparlante e la telecamera esterna ha microfono e altoparlante, quindi dallo schermo di casa senti la persona e le rispondi dal telefono.

Serve un abbonamento per usare l’EZVIZ EP4?

No. Le registrazioni finiscono su una scheda microSD fino a 512 GB che resta dentro casa, e anche il riconoscimento facciale funziona senza canone. Il servizio cloud EZVIZ CloudPlay è una scelta facoltativa, e aggiunge un costo ricorrente per ogni singolo dispositivo.

Che differenza c’è fra l’EP4 e il DP2 2K?

Tre differenze contano davvero: l’EP4 riprende in 4K contro il 2K, ha il riconoscimento facciale che il DP2 non ha, e monta una batteria da 7.100 mAh contro 4.600. Il DP2 2K in cambio ha un campo visivo più ampio, 166° contro 155°, e un pannello più compatto da 4,3 pollici.

Lo spioncino digitale è legale in condominio?

Sì, e di norma non serve l’autorizzazione dell’assemblea. Deve rispettare il principio dell’occhio umano, cioè inquadrare quello che vedresti tu da uno spioncino tradizionale: riprendere l’intero pianerottolo o la porta del vicino lo rende illecito. Se registra, le immagini vanno cancellate entro sette giorni.

L’EZVIZ EP4 registra sempre?

No, e non deve. Si attiva al campanello o al rilevamento del movimento, che è la configurazione corretta per restare uno spioncino. Un dispositivo che riprende in continuo diventa un impianto di videosorveglianza, con obbligo di cartello informativo e di informativa alle persone riprese.

Si vede bene di notte?

Sì, fino a cinque metri, grazie agli infrarossi con filtro ICR e all’apertura F1.6 che fa entrare molta luce. Su un pianerottolo condominiale quella distanza è abbondante, mentre su un ingresso indipendente che dà su un cortile la parte più lontana della scena resterà scura.

Di che colore si trova l’EZVIZ EP4?

In due finiture, oro e argento, con la stessa identica dotazione tecnica. La scelta è puramente estetica e si fa sul colore della maniglia e delle altre parti metalliche della porta d’ingresso.

Avvertenze e fonti

Le specifiche tecniche riportate provengono dalla documentazione ufficiale EZVIZ e sono state verificate alla data di pubblicazione. Le gamme e i firmware cambiano spesso: controlla sempre la scheda del prodotto prima di acquistare.

I dati sull’autonomia reale e sul numero di volti memorizzabili provengono da prove pubblicate da testate indipendenti e sono attribuiti alla loro fonte nel testo. Noi di Porte-Blindate.info non abbiamo provato fisicamente questo modello, e la valutazione si basa sulla scheda tecnica ufficiale e sulle prove di terzi.

La parte su privacy e condominio ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un legale. Su pianerottoli condivisi o in contesti già conflittuali conviene sentire un professionista.

Dati aggiornati a luglio 2026.

Fonti per approfondire:

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